Matrimoni egualitari e unioni civili: l’Europa tra vittorie e passi avanti

di Marina Scroccu

In Italia la notizia non ha forse avuto tanta visibilità, ma il 2020 è iniziato con un passo avanti nell’ambito dei diritti civili e dei diritti delle donne: in Irlanda del Nord, infatti, sono stati legalizzati l’aborto e i matrimoni tra persone dello stesso sesso. La legalizzazione è stata approvata in realtà nel mese di ottobre 2019, ma le norme hanno effetto operativo dal 2020.

L’Irlanda del Nord rappresentava l’unica eccezione all’interno del Regno Unito, poiché in Inghilterra, Scozia e Galles l’aborto è legale dal 1967, mentre il matrimonio egualitario è stato introdotto nel 2014.

Dal mese di gennaio 2017 l’Irlanda del Nord si trovava in una situazione di crisi istituzionale, poiché i due principali partiti politici – gli unionisti del Dup e i repubblicani del Sinn Féin – non riuscivano a trovare un accordo per un nuovo governo, in seguito alla caduta del precedente. Il parlamento britannico ha dunque votato per rendere legali i matrimoni egualitari e l’aborto anche nell’Irlanda del Nord, al fine di portare il Paese in linea con gli altri; se entro il mese di ottobre 2019 non si fosse arrivati a formare un nuovo governo, la decisione sarebbe diventata effettiva. E così è stato, dato che il nuovo governo nordirlandese è arrivato solo nel mese di gennaio 2020.

I Paesi nel mondo nei quali è stato legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso sono ventisette, la maggior parte dei quali si trova nell’Europa occidentale: Olanda (dal 2001), Belgio (dal 2003), Spagna (dal 2005), Norvegia (dal 2009), Svezia (dal 2009), Portogallo (dal 2010), Islanda (dal 2010), Danimarca (dal 2012), Francia (dal 2013), Regno Unito (tranne Irlanda del Nord, dal 2014), Lussemburgo (dal 2015), Irlanda (dal 2015), Finlandia (dal 2017), Malta (dal 2017), Germania (dal 2017) e Austria (dal 2019).

In questo elenco non è presente, purtroppo, l’Italia, che sul tema dei diritti LGBTQI+ si trova piuttosto indietro, e per la quale sembra un passo enorme la sola approvazione del famoso DDL Cirinnà (2016) con le sue unioni civili. Il percorso è stato lungo e controverso, ricco di polemiche e contestazioni. Un punto focale del dibattito è stato l’articolo 5 con la cosiddetta stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner, istituto giuridico che in Italia esiste dal 1983 per le coppie eterosessuali. Affinché il DDL potesse essere approvato, è stato indispensabile eliminare anche solo l’idea della stepchild adoption per le coppie omosessuali, attraverso un maxi-emendamento che riscriveva la legge in seguito all’accordo tra PD e Nuovo Centro Destra.

I commenti sul disegno di legge sono stati davvero numerosi, Matteo Salvini ha addirittura invitato i sindaci della Lega a non celebrare le unioni civili, affermando: “È una legge sbagliata, anticamera delle adozioni gay”. Giorgia Meloni, invece, con un Tweet scriveva: “Le unioni civili sono un falso obiettivo del DDL Cirinnà che serve solo ad introdurre il diritto di adozione per le coppie omosessuali. Alla sinistra interessa di più il desiderio di genitorialità degli omosessuali del diritto del bambino ad avere un padre e una madre, perché gli omosessuali votano e i bambini no. […]”. Insomma, le adozioni da parte delle coppie omosessuali sembravano (e sembrano) una delle peggiori minacce sociali. In quel periodo in cui le unioni civili erano il principale argomento politico, sono state numerose, ahimè, anche le imbarazzanti proteste delle Sentinelle in piedi, gruppi di sedicenti cattolici difensori della “famiglia tradizionale”, nati in seguito al progetto di legge Scalfarotto, che avrebbe dovuto allargare la legge Mancino – la quale condanna l’istigazione all’odio e alla violenza – anche all’omofobia e alla transfobia. In poche parole, le Sentinelle in piedi condannavano la proposta di introdurre il reato di omotransfobia, sostenendo che avrebbe limitato la libertà di espressione. Ma come può essere definita “libertà di espressione” la libertà di manifestare odio e violenza verso una parte della popolazione? La legge Mancino non creava problemi di questo tipo per le Sentinelle in piedi, li avrebbe creati solo se estesa all’ omotransfobia. Naturalmente le Sentinelle sono state delle grandi oppositrici anche del DDL Cirinnà, rivolgendo principalmente le critiche alla possibilità delle adozioni da parte delle coppie omosessuali, ma senza nascondere troppo il loro disgusto nei confronti della comunità LGBTQI+.

Mi sento, a questo punto, di condividere qui un fatto al quale ho assistito personalmente: in occasione delle proteste delle Sentinelle in piedi contro il DDL Cirinnà, in tutta Italia – Cagliari compresa – venivano organizzate contromanifestazioni a favore dei diritti LGBT. Ci si riuniva vicino alle Sentinelle con cartelloni raffiguranti enormi cuori, per ribadire il diritto di amare. Alla fine di una manifestazione, a Cagliari, qualcuno chiese ad un uomo delle Sentinelle cosa avrebbe fatto se suo figlio fosse stato omosessuale; lui rispose “Fatemi toccare i coglioni”, e ovviamente lo fece senza problemi, per ribadire davanti a tutte le persone presenti l’immane disgrazia che uno scenario del genere avrebbe rappresentato. Non stupirà sapere che quest’uomo era il responsabile sardo di Noi con Salvini.

Nonostante le proteste, le opposizioni, le difficoltà, il disegno di legge Cirinnà è stato approvato, ma possiamo definirlo una vittoria? Sicuramente un passo avanti, ma per arrivare a una vittoria l’Italia ha ancora tanta strada da fare. Per arrivare a una vittoria, non dovrebbe più porsi il problema di legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le famiglie arcobaleno dovrebbero essere considerate esclusivamente per quello che sono, cioè famiglie; nessuna persona dovrebbe avere paura, nemmeno per un attimo, di mostrarsi per ciò che è. Cosa è più ingiusto dell’odio a priori, dovuto ad una presunta “diversità” di chi si ha davanti? Come si può discriminare qualcuno solo perché è ciò che è? Finché non sarà universalmente chiaro che le persone sono persone, a prescindere dall’orientamento sessuale, dal colore della pelle, dalla provenienza geografica, non credo ci potranno essere vittorie.

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