Viaggiare da sola

Viaggiare è quella cosa che facevamo prima del covid-19, ce la ricordiamo tutte. Viaggiare per alcune è l’esperienza più bella di tutte, per altri è un incubo. Si viaggia in famiglia, tra amiche, con amici, fidanzati, mogli, zii, cugine. Si viaggia per spostarsi da un punto A a un punto B, o a volte solo per godersi lo spazio in mezzo. Quando poi si viaggia con sconosciuti, è perché si sta viaggiando da soli. Questa è una conversazione sul viaggio e sul viaggiare da sola. Ne ho parlato con Fabiana, che è partita da Napoli è ha viaggiato per il mondo in 32 stati. La sua pagina instagram keepdiscovering_ig raccoglie le foto delle sue esperienze degli ultimi anni.

Cosa è per te l’esperienza? Come la definiresti?

L’esperienza è quel mosaico di avventure che ci hanno plasmato —e che continuano a farlo—determinando chi siamo, come vediamo il mondo, come ragioniamo. Ogni tassello è costituito da ciò che viviamo qui ed ora, che contribuisce alla nostra costante evoluzione. Siamo ciò che siamo per le cose che abbiamo vissuto, le persone che abbiamo incontrato, i libri che abbiamo letto e i posti che abbiamo scoperto: questa è la nostra esperienza.

Hai mai pensato, facendo un viaggio in compagnia “questo me lo sarei goduta di più da sola?”

Forse sì, mi è capitato una volta Ero con persone che non conoscevo bene, con le quali c’era un rapporto informale ma che non definirei di amicizia. Mi è risultato difficile godermi il posto al 100%, ero sempre attenta alle esigenze degli altri senza soffermarmi troppo su ciò che avrei desiderato vedere io. Quindi, una volta tornata a casa, ho pensato che la città non mi fosse piaciuta per nulla. È stato un vero peccato, la città in questione è oggettivamente un gioiellino, ma è proprio vero che la bellezza di un posto dipende anche dalle persone con cui condividi determinate emozioni.

Angkor wat, Cambogia

Pensi che ci sia un ordine giusto? Che il viaggio da sola sia un’esperienza più matura o è il contrario?

Non credo ci sia un ordine giusto universalmente. Ma sono certa ci sia un ordine soggettivo. Oggi a 25 anni viaggio da sola nel mondo senza alcun timore, anzi. Amo farlo, mi diverte, mi dà energia e mi permette di conoscere meglio me stessa. Tuttavia, ripenso a soli 5 anni fa quando vinsi la borsa Erasmus per andare in Spagna: c’era solo un posto per Granada e la borsa copriva 9 mesi. Prenotai tutto, voli, casa, ed avevo persino i biglietti per tornare a fare visita ai miei dopo un paio di mesi. Qualche settimana prima della partenza, ci fu un giorno in cui piansi tanto. Ricordo quel momento nitidamente: ero in vacanza a Siviglia e chiamai il mio papà in lacrime. Avevo paura, non mi sentivo pronta. Per cui ho rispettato quel mio stato d’animo, la mia debolezza e —andando contro tutti— decisi di non partire. Ad oggi non mi pento assolutamente di quella scelta, ma guardo alla me di 20 anni con immensa tenerezza. Sono passati soli 5 anni eppure mi sembra una vita intera, sono cambiata tanto e, soprattutto, restando a Napoli mi si sono “aperte delle porte” che mi hanno poi permesso di poter girare il mondo. Destino?

La condivisione è una delle parti più emozionanti del viaggio. Quando ho viaggiato da sola ho sentito questo elemento mancare totalmente, anche perché condividere con gli sconosciuti non è lo stesso. Tu sei riuscita a ritrovarlo?

Hai perfettamente ragione. È vero, condividere il viaggio con qualcuno rende anche il rapporto con quella persona un po’ più speciale: c’è un’esperienza importante che vi lega, l’intensità di certe emozioni si amplifica poiché vissuta in due, ma a volte anche in tre o in quattro. Ammetto che ci sono stati momenti in cui ero da sola in viaggio e mi sono rammaricata a vedere la potenza della natura davanti ai miei occhi e non avere con me la persona più importante della mia vita, mia sorella.

Tuttavia, ci sono emozioni che non sarei riuscita a vivere se fossi stata in compagnia, come quella volta in Giappone, quando dopo una giornata pienissima arrivai a Kōbe e mi emozionai di fronte ad un tramonto sulla baia di Osakā: non era di certo lo scenario più bello che i miei occhi avessero visto, ma in quel momento ebbi la consapevolezza che tutte le scelte prese nella mia vita, anche le più sbagliate, mi avevano portato dall’altro lato del mondo. E che quindi andava bene così, che andavo bene, per me.

Quanto è sicuro viaggiare da sola per una donna?

I pericoli ci sono, ma basta avere buon senso e prudenza, come sempre, d’altronde. Ad esempio, cerco di non ritrovarmi mai in posti in cui non c’è nessuno o di camminare per le città da sola la notte. Siamo fragili, certo, ma non perché siamo donne ma perché siamo esseri umani. Il tutto sta nel non lasciarci sopraffare dai nostri timori ed essere consapevoli che, con le nostre capacità, possiamo fare tutto ciò che desideriamo.

Osaka, Giappone

Quali sono i pro e i contro di viaggiare da sola?

Iniziamo dai contro, d’accordo? Allora, innanzitutto la condivisione. Condividere un viaggio con qualcuno che riveste un ruolo importante nella nostra vita intensifica determinate emozioni. Il secondo è il potenziale pericolo che si corre ad essere da soli nel mondo, ma insomma, questo lo corriamo anche quando siamo nella nostra città.

Per ciò che concerne i pro, avrei una lista infinita. Mi limito qui a descriverne alcuni: innanzitutto, da soli si ha più facilità a conoscere persone autoctone e questo contribuisce, infinitamente, ad arricchirci. Impariamo a guardare il mondo con gli occhi degli altri e ragioni su cose che magari, prima, non avevano neanche sfiorato l’anticamera del tuo cervello.

Ricordo ancora quando una sera a Phuket, in Thailandia, mi sedetti dietro alla bancarella di una signora dove acquistavo ogni giorno la frutta. Lei era gentilissima e preparava gli smoothies più buoni che abbia provato in vita mia. Scambiammo due chiacchiere insieme e ricordo che la semplicità della vita di quella signora ma così piena di gioia, mi inebriarono di felicità e voglia di fare. Poi, viaggiare da sola mi ha permesso di essere più rispettosa e tollerante: ammetto che prima mi arrabbiavo per cose anche futili senza rendermene conto, ad esempio, se i miei compagni di viaggio lasciavano il lavandino sporco al mattino. Dormire negli ostelli e condividere, quindi, il lavandino con centinaia di persone, mi ha insegnato che se lo trovo sporco, è inutile arrabbiarsi, faccio prima a pulirlo io e al contempo, lasciarlo così come vorrei ritrovarlo.

Ancora, viaggiare da sola ti dà la consapevolezza che non c’è nulla che tu non possa fare, se decidi di farlo. È questo è l’insegnamento più prezioso che mi porto dentro giorno dopo giorno e che cerco di condividere agli altri.

Kyoto, Giappone

Un commento

  1. Mi hai fatto scendere una lacrima a riguardare queste foto. Anch’io sono stata in Cambogia e Vietnam a dicembre e non vedo l’ora di tornare a viaggiare ❤
    Passa nel mio blog se ti va 😉

    "Mi piace"

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